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La traduzione delle schede
di sicurezza è un obbligo

La scheda dei dati di sicurezza, o safety data sheet (SDS), deve essere fornita nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui la sostanza viene immessa sul mercato, salvo indicazione diversa da parte dello Stato membro o degli Stati membri. Deve essere fornita gratuitamente in formato cartaceo o elettronico.

I fornitori devono aggiornare tempestivamente la scheda dei dati di sicurezza (inclusa ogni sua traduzione) non appena si rendono disponibili nuove informazioni sulle misure per la gestione dei rischi o i pericoli, una volta concessa o rifiutata un’autorizzazione, una volta imposta una restrizione.

Affidarsi ad una agenzia specializzata nella traduzione di schede di sicurezza garantisce la qualità del documento finale e pone il fornitore al riparo da ogni tipo di contestazione.

Grazie ad una vasta rete di traduttori madrelingua la nostra agenzia può tradurre le vostre schede di sicurezza in qualunque lingua.

SCHEDE DI SICUREZZA

Safety Data Sheet: aspetti normativi

schede sicurezza

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l’ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele.

Attraverso le schede di sicurezza si consente:

  1. al datore di lavoro di determinare se sul luogo di lavoro vengono manipolate sostanze chimiche pericolose e di valutare quindi ogni rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dal loro uso
  2. agli utilizzatori di adottare le misure necessarie in materia di tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza sul luogo di lavoro.

Le disposizioni per la redazione delle SDS sono presenti nel regolamento CE n 1907/2006 (regolamento REACH) a sua volta modificato dal Reg. 453/2010.

La redazione della scheda è obbligatoria, oltrechè per sostanze e miscele classificate pericolose rispettivamente in base ai criteri di cui alla Direttiva 67/548/CEE (recepimento nazionale d.lgs 52/97 e successive modificazioni ed integrazioni ) e alla Direttiva 1999/45/CE (recepimento nazionale d.lgs 65/2003 e successive modificazioni ed integrazioni) o in base a nuovi criteri di cui al Reg. CE n. 1272/2008 (regolamento CLP), anche nei seguenti casi:

  1. sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) e molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB) in base ai criteri di cui all’allegato XIII
  2. sostanze incluse nella lista di quelle eventualmente candidate all’autorizzazione, disposta dall’art. 59 del regolamento REACH
  3. su richiesta dell’utilizzatore professionale, per preparati non classificati ma contenenti (in concentrazione individuale pari o superiore all’1% in peso per preparati solidi e liquidi o allo 0,2% in volume per preparati gassosi) sostanze pericolose, oppure dotate di valore limite d’esposizione professionale o ancora rientranti nei casi di cui sopra.

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